COSTRUIRE INNOVANDO LA TRADIZIONE

LA MURATURA ARMATA, L’OPPORTUNITA’ INTELLIGENTE DATA DALLA NORMATIVA ANITISISMICA

I recenti terremoti che hanno colpito il nostro paese hanno reso estremamente attuale il problema della sicurezza degli edifici al manifestarsi di tali devastanti calamità.
Di fatto quella italiana è, seppur con le dovute distinzioni geografiche, un’area sismicamente attiva e, dunque, potenziale scenario di eventi catastrofici come quelli recentemente occorsi in Abruzzo ed Emilia.
Nel tentativo di contrastare gli ingenti danni e le perdite umane di cui siamo tutti, nostro malgrado, reali protagonisti o spettatori è, a tutti gli effetti, ancora la prevenzione a giocare il ruolo determinante: considerata infatti la scarsa attendibilità scientifica di tutti i modelli di previsione sui terremoti, al fine di ottenere il più elevato grado di sicurezza possibile per l’uomo e le sue attività, un corretto e consapevole approccio alla progettazione e costruzione degli edifici rimane l’unica vera arma efficace a disposizione.
Naturalmente, in questo senso, il punto di partenza per eccellenza è rappresentato dalle normative di riferimento nazionali le quali dovrebbero essere conosciute approfonditamente ed ottemperate in modo rigoroso da parte di tutti gli operatori del settore.
Negli ultimi decenni, accanto al più antico e tradizionale sistema costruttivo degli edifici in muratura portante (“semplice”, non armata), è andato sempre più affermandosi il ricorso ad elementi strutturali in cemento armato (telaio in c.a.): invero, il telaio in c.a., svincolando per buona parte l’architettura dell’edificio dalla sua componente strutturale, ha permesso la realizzazione di edifici esteticamente più articolati e ricercati rispetto a quelli in muratura portante, dove la progettazione architettonica non poteva prescindere dal rispetto di regole, sostanzialmente geometriche, che permettevano al muro di svolgere la sua funzione statica.
Tuttavia, è bene evidenziarlo, la normativa vigente in materia antisismica (NTC ’18, norme tecniche per le costruzioni, approvate il 17 gennaio 2018) ha introdotto importanti elementi di novità per quanto riguarda le diverse tipologie costruttive ammesse per legge come sismo resistenti. Tali cambiamenti normativi, volti ad incrementare la sicurezza delle costruzioni, hanno interessato naturalmente anche la soluzione con sistema a telaio in c.a. le cui regole di calcolo, ma anche di realizzazione, hanno subito profonde modifiche ed integrazioni, in senso decisamente più restrittivo.
Effettivamente, i nuovi vincoli imposti dal legislatore, comportano oggi maggiori oneri non solo per il progettista ma anche per l’impresa costruttrice: la soluzione a travi e pilastri in c.a., oltre che generalmente più costosa, necessita quindi di tempi di esecuzione più lunghi e di manodopera altamente qualificata al fine di garantirne, in caso di sisma, un comportamento adeguato.
Queste considerazioni portano oggi alla rivalutazione in senso positivo (anche da parte dello stesso legislatore) dell’impiego della muratura portante in laterizio, ed in particolare di quella ‘’armata’’, come sistema costruttivo più semplice, economico e razionale per risolvere le esigenze antisismiche delle costruzioni moderne.
Nello specifico, la muratura armata, rispetto a quella ordinaria (non armata), va in deroga ad alcune limitazioni soprattutto geometriche (prescrizioni obbligatorie per legge) permettendo di realizzare edifici più complessi, pur mantenendo gli importanti vantaggi nei confronti delle strutture in c.a. (telaio più tamponamento), quali: eliminazione dei ponti termici strutturali, omogeneità costruttiva (minor pericolo di fessurazioni sugli intonaci e malte in generale dovute a differenti movimenti tra calcestruzzo e tamponamento), semplicità di realizzazione (solo 3 elementi: malta, mattone e armature), tempi di costruzione ridotti (nessun armo e disarmo di casseri e tempi di maturazione del calcestruzzo) e minor impiego di ferro d’armatura.
La soluzione della muratura armata, prevista dalla normativa vigente in zona sismica di qualsiasi categoria, si propone dunque come alternativa intelligente alle strutture in c.a. permettendo dei risparmi, a livello strutturale degli edifici, anche superiori al 20% rispetto allo schema a travi e pilastri in calcestruzzo.

TermoTaurus è il nuovo blocco per muratura armata,  microporizzato con farina di legno, progettato brevettato con l’innovativa geometria modulare a “setti  radiali”. La particolare soluzione permette all’armatura  verticale (Ø16) di essere opportunamente alloggiata  all’interno del blocco, e non nel giunto (punto di rottura).  La barra risulta quindi annegata nella malta M10,  confinata all’interno di una tasca a cuneo che impedisce  al “pilastrino armato” di essere espulso dal blocco e,  a sua volta, circondata da una serie di setti disposti  radialmente. Tale geometria razionale permette la completa sinergia tra gli elementi del sistema (mattone-  ferro-malta) garantendo il più efficiente assorbimento  (a 360°) delle sollecitazioni sismiche. L’altezza ridotta dei  blocchi (cm. 15) fa che il riempimento con malta del  foro che alloggia la barra Ø16 avvenga con la semplice  cazzuola in modo veloce e completo.
I pezzi a rottura facilitata, ideali per angoli, intersezioni,  spalle, completano la soluzione, rendendo ancora più  agevoli le fasi di posa e riducendo gli sfridi. Disponibile  inoltre il pezzo speciale “Mezzo”, utile a sfalsare  correttamente i corsi evitando le cosiddette “sorelle”.

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